top of page

Bilancio di fine anno 2025: come misurare la crescita personale (non solo gli obiettivi)

Siamo agli sgoccioli del 2025 e sappiamo bene cosa succede in questo periodo: facciamo tutti la stessa cosa, quel rituale quasi inevitabile del bilancio dell'anno. La lista di obiettivi raggiunti, quelli mancati, le cose fatte e quelle rimaste in sospeso.

Ma c'è qualcosa che non torna in questa abitudine così diffusa.

Quando ci limitiamo a fare un elenco di risultati - quanti chili abbiamo perso, quanto abbiamo guadagnato, quante volte abbiamo viaggiato - ci perdiamo la parte più importante, quella che davvero conta: chi siamo diventati nel processo. Perché la verità, affascinante e liberatoria allo stesso tempo, è questa: possiamo aver raggiunto zero obiettivi e essere comunque cresciuti tantissimo. O possiamo aver spuntato tutte le caselle e non essere cambiati per niente.

Oggi voglio parlare di un tipo di bilancio diverso: un bilancio che non guarda ai risultati esterni, ma all'evoluzione interiore.



Perché il bilancio classico è limitante


Il bilancio tradizionale è fondamentalmente una valutazione di performance, tutto misurato su metriche esterne. Ma qui sta il problema: la vita non è una checklist. E nemmeno la crescita personale lo è. La crescita vera, quella che conta, non si misura in obiettivi raggiunti. Si misura in come siamo cambiati.

Il nostro errore, quello che facciamo spesso, è concentrarci sui risultati invece che sull’evoluzione.




Le domande giuste per fare un bilancio vero


Allora, come si fa un bilancio che guarda davvero a chi siamo diventati?

Prendi un diario, o le note del telefono. Pensa al 1° gennaio 2025. Aiutati con tutto ciò che hai a disposizione: facevi journaling? Tenevi un diario? Vai a rileggere qualche pagina. Ti sfoghi con un amico o un famigliare? Vai su WhatsApp e riascolta gli audio che gli avevi mandato. Condividi spesso sui social? Guarda le tue storie in evidenza di quel periodo.

A questo punto, rispondi con onestà.


  1. Chi eri? E qui non intendo che lavoro facevi, con chi stavi o dove vivevi. Intendo proprio come ti vedevi? Cosa pensavi di meritare? Cosa credevi fosse impossibile per te? Quali erano i tuoi limiti auto-imposti? Di cosa avevi paura? Del giudizio? Del fallimento? Dell'abbandono? Di essere troppo? Di non essere abbastanza? Prenditi un momento. Se vuoi, fermati qui, metti in pausa la lettura. Scrivi. Chiudi gli occhi se serve.


  2. Chi sei oggi? Stesse domande. Ma adesso.


  3. Cosa è cambiato? E questa è la domanda più importante, perché qui vediamo l'evoluzione. Mette a confronto chi eri e chi sei. Prova a notare: Cosa è cambiato nel modo in cui ti vedi? Sei più gentile con te stesso? Più severo? Più realistico? Cosa è cambiato nelle tue paure? Alcune sono sparite? Ne sono nate di nuove? Quali affronti diversamente?


Ed è qui che succede la magia. Perché improvvisamente vediamo che, anche se non abbiamo raggiunto gli obiettivi, siamo comunque cambiati. Siamo cresciuti, siamo evoluti. E quello è il bilancio che conta.



Un esempio concreto


Permettimi di condividere un esempio personale che rende tutto questo più tangibile.

Nel gennaio 2025 mi sentivo intrappolata, terrorizzata dall'idea di affrontare la vita da sola. Mi sembrava impossibile anche solo gestire le cose più semplici: affrontare una blatta in casa, portare su i cartoni dell'acqua. Oggi quelle cose le faccio, anche se ancora mi pesano, e ho scoperto che avevo più forza di quanto credessi. Questo non era nella mia lista di obiettivi. Non c'era scritto: "Scoprire di essere più forte di quanto penso - ✓". Eppure è il cambiamento più grande che ho fatto. Non ho raggiunto chissà quali traguardi spettacolari. Ma ho scoperto chi sono quando nessuno mi tiene su. Quando devo contare solo su me stessa. E questo, questo è crescita. Crescita reale, misurabile non in risultati ma in trasformazione interiore.



Celebrare l’evoluzione


Ora che abbiamo fatto il bilancio vero, c'è ancora un'ultima cosa importantissima da fare: celebrare.

Perché questa è una parte che non facciamo mai: siamo bravissimi a vedere cosa manca, cosa non abbiamo fatto, cosa dobbiamo ancora migliorare, ma siamo pessimi a riconoscere quanto siamo cresciuti.

Quindi, dopo aver fatto il bilancio, prendiamoci un momento e scriviamo: "Nel 2025 sono cresciuto in questo modo…" E poi elenchiamo. Senza giudizio, senza "sì ma potevo fare di più”, solo riconoscimento.


Esempi:

  • Ho imparato a dire no senza sensi di colpa

  • Ho iniziato a fidarmi del mio istinto

  • Ho smesso di sacrificarmi sempre per gli altri

  • Ho accettato che posso cambiare idea

  • Ho capito che non devo avere tutte le risposte

  • Ho imparato che chiedere aiuto non è debolezza

  • Ho riconosciuto i miei limiti senza giudicarli


E poi, davvero, celebriamo. Riconosciamolo, scriviamolo, diciamolo ad alta voce. Questa crescita, questa evoluzione silenziosa ma potente, è il nostro vero successo.



La scoperta paradossale


Quando facciamo questo bilancio ci rendiamo conto di una cosa quasi paradossale: spesso cresciamo di più negli anni in cui "non abbiamo fatto niente”. Gli anni caotici, difficili, quelli in cui non abbiamo raggiunto obiettivi.

Questo perché la crescita non avviene nel comfort: avviene quando siamo costretti a guardarci dentro e farci due domande, quando la vita ci mette di fronte a noi stessi e non possiamo più scappare.


Gli anni in cui tutto va come previsto ci confermano solo chi eravamo già.

Gli anni difficili ci insegnano chi siamo veramente.

firma Alice

  • YouTube
  • TikTok
  • Instagram
  • Facebook
bottom of page