Conoscere se stessi: le domande da cui partire
- introspetta

- 7 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Puoi leggere decine di libri sulla manifestazione e il potere dell'attrazione, ascoltare ore di podcast sulla finanza personale, ma se non sai chi sei, se non hai davvero capito cosa vuoi, tutto questo non servirà a niente. Conoscere te stesso è la base.
Il paradosso della produttività
Ho visto in giro tantissimi contenuti sulla produttività, su come stare concentrati, mantenere il focus, su come perseguire i propri obiettivi. Tanta pratica, tante tecniche diverse. Ma per me, la vera domanda è sempre stata: quali sono i miei obiettivi?
Lo sappiamo che per perseguirli servono costanza, forza di volontà, disciplina. Ma prima di tutto, come faccio a individuarli?
Col tempo ho realizzato che per capire quali sono i miei obiettivi devo prima individuare chi sono e cosa voglio diventare. Un punto di partenza e uno di arrivo. E conoscere il punto di partenza serve proprio a questo: a capire il lavoro da fare, quanto manca, qual è lo scarto rispetto a quello di arrivo.
Le tre domande fondamentali
Di seguito ti propongo tre domande. Sono quelle che mi sono posta io in passato e che ancora, ogni tanto, mi faccio. Mi raccomando, rispondi senza fretta. Lo so che il mondo corre, lascialo correre. Questo è un esercizio che richiede calma.

1. Cosa non voglio?
Tra cosa voglio e cosa non voglio, è più facile rispondere alla seconda. La domanda "cosa voglio" è troppo ampia e rischia di spaventare e bloccarti; invece, chiedersi "cosa non voglio" è utile per iniziare a fare ordine tra tutti gli elementi che compongono la nostra vita, la quale ci ha già dato modo di provare esperienze spiacevoli che sappiamo di non voler ripetere.
Attenzione però: più semplice non significa privo di difficoltà. La parte difficile sarà ammettere a se stessi che alcune circostanze della nostra vita non sono più funzionali.
Per esempio:
Non voglio la relazione in cui mi trovo adesso;
Non voglio la posizione lavorativa che ho trovato cinque anni fa (e che cinque anni fa magari volevo, attenzione, i nostri gusti cambiano continuamente);
Non voglio vivere in questa casa, o in questo paese.
Perché è difficile ammettere queste cose? Prima di tutto perché facciamo sempre tanta resistenza ad accettare che le cose dentro di noi cambino: ci giudichiamo, ci additiamo come persone incostanti, quando invece evolvere è segno di costanza. In secondo luogo, perché tutti questi aspetti richiederebbero un cambiamento, e il cambiamento richiede energia, tempo, fatica, a volte denaro.
E siccome non abbiamo voglia di attuare il cambiamento, ma allo stesso tempo ci sentiamo stupidi a voler restare in una posizione che non ci piace, fingiamo che ci stia bene.
Ecco la difficoltà a buttare giù con sincerità questo elenco.
2. Cosa mi ricarica?
Fai caso a quei momenti o quelle attività che secondo la logica dovrebbero stancarti o affaticarti, ma dopo averle fatte, ti ritrovi ad avere energia e buonumore.
Per me, ad esempio, è la camminata al sole, soprattutto quando è bello alto (tipo a mezzogiorno): rientro proprio con le pile cariche.
Ma può essere anche quell'amica "vitaminica", quella che ti bastano dieci minuti a contatto con lei per essere contagiata dalla sua positività ed euforia, dalla sua prospettiva del mondo, e così rientrare a casa (o proseguire la giornata) con una spinta e una carica diversa.
3. Cosa mi spegne?
Analizza quei momenti o eventi che ti drenano le energie durante la giornata. Può essere il fatto di frequentare una persona in particolare, oppure partecipare a un evento con più persone (per gli introversi come me, ad esempio); o, ancora, guardare un programma alla tv che poi ci lascia svuotati o con un senso di pesantezza.
Possono essere degli alimenti — il caffè o altri alimenti contenenti caffeina, cibi ricchi di zuccheri ecc. Ma senza andare troppo nel dettaglio o a cercare prove scientifiche: studia come ti senti tu durante la giornata.
Il tuo funzionamento unico
Queste domande ti serviranno a capire come funzioni, a riconoscere che funzioni diversamente dalle altre persone. E va bene così.
Ora inizia con le domande che ti ho proposto. Prenditi tutto il tempo che ti serve: questo è un percorso che merita attenzione e cura. Risponditi con sincerità, senza censure, senza giudizio. Abbraccia la persona che sei, con tutti i suoi pregi e difetti.
Perché la vera crescita inizia dall'accettazione, non dalla lotta contro te stessa. Solo quando smetti di combattere la tua essenza puoi finalmente sbocciare.






