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Non è incoerenza: è evoluzione

Anni fa ho trovato una massima scritta nel quaderno degli appunti di mio padre: "Chi parla esprime solo le proprie idee; chi ascolta ha la possibilità di farsene delle nuove" — o qualcosa del genere. Era molto potente. Solo di recente sto imparando a fare mio questo concetto: ho sempre difeso a spada tratta le mie idee, spesso per dimostrare agli altri di essere una persona forte e decisa. Poi, invece, mi sono concessa di cambiare idea. E lì è cambiato tutto.

Siamo convinti che essere coerenti significhi non cambiare mai idea, rimanere fermi nella nostra posizione e portarla avanti anche se si insinua qualche dubbio, difenderla a spada tratta anche quando non siamo più così convinti del nostro punto di vista. Ma prova a pensare a quante idee e cose possiamo realizzare semplicemente dandoci il permesso di rivedere la nostra opinione.



La fierezza del cambiamento


Nel corso degli anni sono diventata fiera di tutte le scelte che ho abbandonato per farne altre. Per me il cambiamento è il sale della vita. Sarà che mi annoio molto facilmente, o che magari la mia anima ha bisogno di evolvere e non riesce a stare ferma, scalpita perché vuole fare nuove esperienze.

Ci sono delle scelte che facciamo per motivi etici ma che a volte non ci rappresentano più, oppure per motivi di salute che poi, per esigenze pratiche, ci ritroviamo ad abbandonare. Dodici anni fa mi sono avvicinata al mondo ecobio facendo delle scelte per il mio corpo e la mia salute, dopodiché mi sono barricata in quelle convinzioni. Senza pensare che anche tutti gli altri prodotti, dopo le pesanti denunce di quegli anni, si sono evoluti, offrendo ora formulazioni meno nocive di com'erano allora. Ma io ero rimasta chiusa dentro le etichette.

O magari evito la carne per via degli antibiotici, dimenticando che c'è il pastore giù di casa che alleva senza, prediligendo la qualità a scapito dei volumi.

Sfumature. Sacrosante sfumature.




Aprirsi per vedere le sfumature


Alle sfumature arrivi solo se riesci ad aprirti ad altri punti di vista.

Perché la carne non è causa diretta del tumore in senso assoluto; il cosmetico da supermercato non è necessariamente spazzatura. Sono concetti, etichette che si possono abbandonare informandosi — quando si è pronti a farlo. Anni fa non avrei mai pensato di tornare a usare un fondotinta siliconico, per esempio.

Ma, al di là degli esempi pratici, il concetto è più ampio: cambiare idea sulle cose non è incostanza, è segno di evoluzione e di crescita. Se voglio cambiare colore di capelli, se voglio iniziare a vestirmi in modo diverso, se voglio cambiare palestra o tipo di attività. Se voglio cambiare lavoro perché non mi rappresenta più, se voglio cambiare università. Se voglio fare la spesa in un posto diverso.


Vedi se qualcuna di queste situazioni ti rappresenta:


Prima: "Non mi farò mai le unghie dall'estetista, è uno spreco di soldi."Dopo: "Ma sai che questo periodo ho bisogno di darmi un tono? Di sentirmi ordinata? Sto portando avanti così tante cose che non avrei tempo di farmi la manicure da sola, inoltre non ne sarei capace perché non mi sono formata in questo/non ho tanta manualità."


Prima: "Io copro i capelli bianchi solo con l'henné."Dopo: "Ma sai che, a livello logico, questo mese mi conviene fare la tinta dalla parrucchiera? Il colore che porto non mi rispecchia più, vorrei schiarire. Inoltre, ho troppo freddo per stare con il pappone in testa quattro ore, mi viene scomodo ed è un periodo in cui ho bisogno di praticità."


Prima: "Non ho bisogno dell'IA."Dopo: "Ma sai che in certe situazioni mi potrebbe dare una grossa mano?"


A volte si tratta anche di maturità: quella di ammettere che non ci eravamo informati abbastanza.



Il fiume che scorre


Quante idee non hai cambiato per paura di sembrare incoerente?

Immagina un fiume: l'acqua che scorre in lui cambia continuamente, ma la sua essenza rimane la stessa, sempre in movimento. La sua vera costante è il fluire. Così siamo anche noi: la nostra coerenza non sta nell'essere statici, ma nel crescere e evolverci, pur restando fedeli alla nostra natura in continuo cambiamento.

Restare aggrappati a etichette che non ci rappresentano più richiede una forza enorme. Al contrario, lasciar fluire ciò che siamo libera energia, ci alleggerisce e asseconda il percorso che la nostra anima ha scelto di fare.

Evolvere significa anche abbracciare periodicamente tutte le diverse sfaccettature della nostra personalità, conoscerle a rotazione, una dopo l'altra.



L'ultimo scoglio


Come ti dicevo all'inizio, a me piace cambiare, e con me stessa ormai ho fatto pace. Ho abbracciato questa mia voglia di evolvere continuamente, di esplorare, di non restare mai ferma. Quando ascolto questa parte di me mi sento perfettamente allineata.

L'ultimo scoglio, quello che ancora sento, è far capire a chi mi sta vicino che non c'è niente di male. Che cambiare idea non mi rende una persona irresponsabile, inaffidabile, immatura o con la testa tra le nuvole. È difficile scrollarsi di dosso la paura del loro giudizio, la sensazione di dover rendere conto di ogni svolta, di ogni scelta che abbandono per farne un'altra. Come se dovessi giustificarmi per il semplice fatto di crescere.

Ma ci sto lavorando: più questo allineamento si radica in me, più faccio mio questo concetto, più vedo lo scoglio abbassarsi.

E la mia speranza è che tutti possano sentirsi così liberi.


Ti lascio con una frase tratta dal libro di Chantal Dejean, "Quando il Soffio si rivela", che recita: "È la vita a chiederci costantemente di cambiare, di abbracciare sempre più il Soffio che si rinnova. Non possiamo raggiungere la totale consapevolezza di ciò che è la Vita, se non ne comprendiamo ogni sfaccettatura".

firma Alice

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